Martedì della I settimana di Avvento (anno B)

Lc 10,21-24

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

 

Gesù esulta di gioia nello Spirito Santo…. Questo breve vangelo esprime una esplosione di gioia, di gratitudine, di lode di Gesù verso il Padre. Come l’esultanza di Maria si esprime attraverso le parole del Magnificat così anche Gesù in questo testo canta la sua lode al Padre facendosi anche portavoce di tutti gli uomini umili e poveri, piccoli e semplici che però sono “beati” perché rientrano nella “benevolenza” del Padre. “Tutto è stato dato a me dal Padre mio”….anche se sono un povero tra i poveri, e nessuno sa nella pienezza chi sono veramente, “se non il Padre” e nessuno, per quanto abbia condotto vita ascetica e studiato la Legge conosce veramente il Padre, ma solo questo povero, “il Figlio” che da Lui viene.

Il Figlio vuole rivelarlo. Guardandosi attorno si trova circondato da uomini piccoli e semplici, sono essi, i discepoli che hanno avuto la capacità di vedere oltre e di ascoltare col cuore riconoscendo la Verità. “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono”….. Il Padre “ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.

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Cronaca del ritiro della Fraternitá di Catania a Belpasso

Come si fa a descrivere quanto amore sta dietro alla preparazione di un ritiro per la Fraternità Santa Maria degli Angeli?

Come si fa a trasmettere la difficoltà di un tema arduo da trattare, le settimane di lavoro fatte di interviste, montaggi, scelte di passi biblici, e riversare anni di presenza nelle strade in un video che possa comunque sempre lasciare aperta la porta della speranza?

Come si fa a raccontare di una casa che si trasforma riempiendosi di letti e piumoni, della gioia di preparare un refettorio lungo 5 tavoli, di predisporre legna per 48 ore di camino acceso e riservare un letto perché nel cuore c’è sempre la speranza di una “sorpresa spagnola”?

È difficile far arrivare attraverso qualche riga l’impegno profuso nel preparare il tema da trattare nel modo più delicato possibile ed in modo da far passare le emozioni che si vivono; le attenzioni dedicate alla preparazione della casa e dei pasti affinché i fratelli si sentissero “a casa”; il coinvolgimento emotivo nel far vivere “Catania” così come tutti i giorni la viviamo in parrocchia, nella strada, in famiglia.

Sabato 25, ore 16:00.
Iniziano ad arrivare i fratelli. La prima tappa è il Santuario Madonna della Roccia.
Angelo racconta delle apparizioni della Vergine avvenute dall’11 maggio 1986 fino al 1° maggio 1988, una ogni primo giorno del mese. La preghiera del Santo Rosario inizia dal Tempietto, dove in una teca blindata è custodita la roccia su cui avvenivano le apparizioni, prosegue lungo la via crucis che scende verso la Grotta (luogo di rara bellezza naturale) e si conclude al cosiddetto Monte Tabor, una ripida salita che conduce ad uno spiazzo con un Cristo Redentore che domina da Nord a Sud, dal Monte Etna al porto di Catania.

Si rientra a casa per la celebrazione eucaristica. Sulla mensa il pane, l’uva, la luce, la corona del Rosario ed un bellissimo crocifisso di San Damiano. L’atmosfera di silenzio e raccoglimento fanno da autostrada alle bellissime parole di Fratel Bernardo, che durante l’omelia focalizza l’attenzione sui “tempi di Dio”: non tutte le fasi della vita sono uguali, c’è un tempo in cui si attende, uno in cui si opera, un altro in cui ci si prepara, ed ancora uno in cui si predica e poi si fa silenzio. Cristo si preparò 30 anni per poi vivere 3 anni da Re, l’unico Re che ha vinto tutto con l’amore, finanche la morte.

Arriva il momento della cena e si respira grande entusiasmo, tanta gioia che si protrae fino all’ultimo appuntamento della giornata. Mentre i bambini giocano a Monopoli in salone, Fratel Bernardo, davanti al fuoco del camino, pone delle osservazioni conclusive sul tema del primo incontro di formazione avvenuto a Piazza Armerina, Canicattini, Floridia e Catania “Servire Dio nella Chiesa”. È un invito ad una presa di coscienza, ad una maggiore responsabilizzazione personale nella certezza che la Chiesa non è semplicemente una struttura, un servizio, un ordine gerarchico, ma “la Chiesa sono io”. Il fratello che incontra me sta incontrando la Chiesa.

Domenica 26.
La notte trascorre serenamente ed alle 7:30 suona la campana…colazione pronta! Alle 9:00 tutti pronti per andare nella parrocchia di Fabio, Rossella ed Elena. Nel volto di tutti c’è incertezza, non sappiamo cosa accadrà: una parrocchia in un quartiere di prostituzione, un parroco che accoglie tutti ma non ama i segni di riconoscimento.
È l’ultima domenica dell’anno liturgico, Cristo Re. Nella parrocchia Crocifisso della Buona Morte entrano 30 magliette marroni, entra la Fraternità. Una disposizione di banchi circolare, prendiamo posto in assemblea dividendoci. Ma tutte le ansie si dissipano al primo istante quando il parroco dà il benvenuto alla “Fraternità cui fa parte Fabio”. E quanta emozione quando Rossella si alza dal proprio posto per andare a proclamare la seconda lettura. In quel momento è come se si fosse sancita l’unione di due famiglie, due realtà diverse ma che guardano lo stesso Re.
Conclusa la celebrazione i saluti del parroco davanti la porta e le impressioni dei parrocchiani. Tutto sembra sereno e così come si è cantato all’eucarestia, evocando in tutti vecchi ricordi, “Kumbaya my Lord”, veramente il Signore è “passato da lì”, rendendo lo straniero-fratello.

Si rientra a casa con un carico di gioia più che raddoppiato. Finalmente a pranzo siamo davvero tutti e dopo una breve pausa per riposare un po’, si è pronti per trattare l’argomento assegnato da Fratel Carlo alla Fraternità catanese: “la prostituzione”.
Proiettore acceso, tutti seduti, bambini con Chiara a preparare l’albero di Natale con i rotoli e la carta crespa per poi farlo diventare un delizioso calendario d’Avvento.
Inizia il video: interviste, testimonianze, luoghi, povertà. Alla fine dei 45 minuti si ha l’amaro in bocca. Sostanzialmente si tratta di storie di infanzia negata, di dignità perduta, di scelte di vita sbagliate, di responsabilità di essere madre e dover in qualche modo mantenere i figli, tutte storie sfociate nella prostituzione, un tempo facile guadagno, oggi povertà e degrado.
Il dibattito che seguirà sarà molto intenso con tanti interventi e colpisce la conclusione di Fratel Bernardo: “Sicuri che offrendo loro un lavoro cambierebbero vita?… Probabilmente NO!”, perché al di là dello stipendio quelle persone sono persone sole! Invece San Berillo è una realtà in cui questi uomini e donne si danno forza l’un l’altro, l’intervista parla di un “domani che cambierà”. Forse quel domani non arriverà, ma nell’ oggi c’è quel quartiere che è “famiglia”.

Chi riesce a cambiare vita è solo perché ha incontrato qualcuno che ha offerto loro affetto, dignità, riscatto, vita! Di certo, la domanda che ci si pone è cosa si può fare per loro; la risposta è semplicissima e la spiega Fabio: “Esserci”, niente di più. Una presenza silenziosa, costante, coraggiosa, acritica, rispettosa, rivoluzionaria, quella presenza che mi ricorda che “la Chiesa sono io” e che, come ribadisce il canto che ci ha accompagnati per tutto il ritiro, “è più bello insieme”!

Il ritiro si conclude. Saluti, abbracci ed un arrivederci a prestissimo per un Capodanno davvero tutti insieme.

Durante il rientro a casa a Catania, in macchina, non diciamo molto. Ognuno di noi assapora quanto è accaduto, medita quanto è stato discusso. Ma c’è un’immagine che non mi lascia e che forse mi aiuterà a descrivere cosa è stato per me questo ritiro….
….È venerdì sera, famiglia Grasso a Belpasso. Aurora e Vittoria, nonostante la stanchezza della giornata e la tarda ora (sono ormai oltre le 23:00), aspettano sveglie Fratel Bernardo per poi addormentarsi nel divano, Aurora con la testa nelle sue gambe e Vittoria in braccio a lui….
È un’immagine che consegna attesa, gioia, abbandono.
È l’attesa che accompagna i preparativi del ritiro, è la gioia di aver condiviso e vissuto con i fratelli, è l’abbandono nelle mani di chi ci ama: Cristo Re.

Grazie ad ognuno di voi.

Elvira.

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Lunedì della I settimana di Avvento (anno B)

Mt 8,5-11

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

 

Com’è bella la figura di quest’uomo, il centurione, un potente che si prende cura del debole partecipando della sua sofferenza; uomo dall’aspetto forte e il cuore tenero, al servizio del Cesare ma dalla fede esemplare. Può insegnarci tanto a noi uomini di oggi che con difficoltà sappiamo conciliare questi aspetti apparentemente contrastanti fra loro ma che qui appaiono in perfetta armonia. Veramente per essere grandi bisogna schiacciare i deboli? La forza e la virilità stonano con la sensibilità e la tenerezza? Lo Stato deve essere laico e la scienza incompatibile con la fede?

Gesù davanti la bellezza e integrità di quest’uomo risponde prontamente alla sua preghiera:  “Verrò e lo guarirò”. Altra virtù si aggiunge a questa figura esemplare, l’umiltà: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto…”, e riconosce il potere della parola di Gesù. Questo rientra nella sua forma mentis di soldato che vive inserito in una gerarchia e dà il giusto valore a una parola, a un comando. Anche Gesù, il maestro, appare agli occhi del centurione come il capo di una gerarchia composta da apostoli e discepoli….e come un comando del Cesare che arriva attraverso l’ultimo dei soldati ha l’autorità del Cesare stesso, così una Parola di Gesù che arriva attraverso un suo discepolo ha lo stesso potere di guarire, liberare, resuscitare, guidare, che ha Gesù in persona.

Molte volte mi capita di incontrare persone che mi dicono di credere e amare Gesù ma non credere nella Chiesa, nei suoi ministri, citando reali miserie umane di cui è segnata. Ma si può credere e amare una persona e non credere in ciò che pensa e fa, nel suo progetto? Gesù stesso ha istituito questa Chiesa che sin dagli albori era formata da uomini pieni di limiti, debolezze, peccati. Eppure mandava proprio quelli, a due a due, a predicare, sanare dalle malattie, scacciare i demoni….dando la Sua Autorità. Veramente chi non ama la Chiesa può amare Gesù Cristo? …o forse ama una proiezione che si è creata nella sua mente di un cristo personale e immaginario?

Gesù guardando noi, nuovo popolo di Israele, trova una fede così grande verso la sua missione che passa oggi attraverso questa povera Chiesa?

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Ritiro mensile della Fraternità a Belpasso

 

RITIRO CATANIA 25/26 NOVEMBRE 2017
SABATO
Camino acceso, attesa dei fratelli, Belpasso… Ecco che il gruppo di Catania attende con tanto amore fraterno i fratelli che vengono dai paesi vicini.
C’è stata tanta preparazione e tanto amore, dallla preparazione della casa alla spesa e quindi il cibo, cosi come la preparazione dei posti letto affinché tutti potessero avere un luogo intimo dove poter riposare quasi quaranta persone.
Ecco l’arrivo… ci si riunisce tutti e dopo la scesa dei bagagli, tutti insieme grandi e piccini ci si incammina verso il Santuario della Madonna della Roccia, dove Angelo ci spiega con tanto amore le apparizioni della Madonna in quel luogo. E cosi tutti insieme con assuluto rispetto ci si incammina facendo il Santo Rosario, passando attraverso la natura, le grotte, con un cielo stellato ed la luna a farci da lampada. È come se la Madonna stessa ci indicasse il percorso.
Al rientro in casa, cercando di mantenere lo spirito del silenzio ci siamo preparati per la Santa Messa presieduta da Bernardo, continuando e mantenendo cosi lo spirito della preghiera. La giornata di sabato si conclude con la cena condivisa e la sistemazione nelle stanze.

DOMENICA
Ecco la domenica! Vissuta dal mio punto di vista, dato che sono io che scrivo, è stata piena di emozioni e speranze, dato i no ed i so ricevuti per l’accoglienza in parrocchia dei miei cari fratelli.
Non vi nascondo che ho vissuto in maniera molto ansiosa quel giorno. Ho pregato il Signore per più e più giorni affinché i fratelli fossero accolti nella maniera più semplice e naturale che esista. E cosi è stato sentendo parecchi di loro, i quali sono rimasti affascinati dall’omelia del mio parroco, dalle canzoni e all’accoglienza che alcuni della mia comunità gli hanno fatto. Ho pensato : ” Grazie Gesù! Pericolo scampato! 😅
Poi cosi tutti in carovana siamo rientrati a casa per la condivisione del pranzo comune.
Nel pomeriggio c’è stata poi la proiezione del video, argomento già posto da Fratel Carlo, che ha assegnato a ciascun gruppo. Noi abbiamo trattato la prostituzione. Non a caso assegnato a noi, gruppo di Catania, perché già da tanti anni prima con Padre Gliozzo e da alcuni anni con Fabio seguiamo con le suore di Madre Teresa un lavoro/confronto sulla parola del Vangelo della domenica che deve venire insieme a transessuali e prostitute Cosi ci siamo imbattuti con queste interviste che a sentire i fratelli, dopo aver visto il video, alcuni si sono riveduti nel giudicare le apparenze, altri non le hanno mai avute nel sentire queste storie difficili. Il dibattito è stato sentito da tutti, la conclusione senza dare troppe false speranze si riassume nella parola ESSERCI. Ed è cosi per loro, perché queste donne e trans desiderano soltanto essere trattati come gli altri, con un semplice saluto o uno scambio di parole, senza far prevalere quello che loro fanno.
La domenica ed il ritiro si è concluso cosi con l’ ESSERCI per noi Fraternità e per poi poterlo portare nelle strade con Umiltà ed Amore vedendo Cristo nell altro.
Pace e bene

Elena

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Ritiro mensile a Belpasso


Ritiro Belpasso 25-26 novembre 2017
Il 25 e 26 novembre si è svolto, a Belpasso, il tanto atteso ritiro a scadenza mensile , della nostra fraternità.
Siamo stati ospitati nella casa della famiglia Grasso-Brancé allestita di tutto punto per accogliere i fratelli di Piazza Armerina, Floridia, Canicattini e Catania guidati da fratel Bernardo arrivato appositamente dalla Spagna. Dopo una calorosa accoglienza da parte dei fratelli catanesi, Fabio, vicario della fraternità di Catania, e Fratel Bernardo hanno introdotto il ritiro. Fabio ha dato il benvenuto a tutti i presenti e ha manifestato la sua emozione nel condividere con noi questi giorni di grazia. Frate Bernardo ha fatto qualche accenno della sua esperienza di itineranza con Fabio: momenti in cui la strada diventa maestra di vita ma non manca di riservare piccole sofferenze e delusioni che con l’appoggio e la presenza dei fratelli si superano agevolmente. Intorno alle 17.30 ci siamo avviati al santuario della Madonna della Roccia, nei pressi di Belpasso, per la recita del rosario. Qui Angelo ha raccontato la storia delle apparizioni della Vergine al veggente Rosario Toscano. La Madonna appare a Rosario l’11 maggio del 1986, nella zona di Pietra Forcella, su un roccione che grossomodo può suggerire la forma di un cuore. Rosario spossato da febbri virali che lo tormentano ormai da mesi improvvisamente riprende le forze, si rialza e sente una voce che gli preannuncia la guarigione e lo invita a recarsi nel luogo delle apparizioni per il giorno 11 maggio. La madonna invita nei suoi messaggi, alla recita del rosario, alla preghiera, alla conversione e alla penitenza. Dalla data dell’ultima apparizione, la Madonna continua ad attirare migliaia di pellegrini. In questo luogo si avverte un grande senso di pace e serenità e non mancano guarigioni inspiegabili ma il miracolo più grande è la conversione dei cuori. Dal luogo delle apparizioni ci siamo recati nuovamente a casa di Angelo ed Elvira per la partecipazione alla Santa Messa celebrata da Fratel Bernardo. Prima che la messa iniziasse, il nostro caro Custode Fratel Carlo, attraverso un video messaggio, ha inviato saluti e benedizioni.
Durante l’omelia, Bernardo ha suggerito tre punti su cui meditare:
-Dare valore al tempo: siamo fatti per l’eternità ma non siamo eterni quindi non dobbiamo sprecare le occasioni favorevoli per compiere atti caritatevoli che ci fanno crescere in santità. Azione e contemplazione.
-Cristo Re dell’universo: non io (vanagloria umana) ma Dio al centro della nostra vita. Re umile e servo ma grande e onnipotente che vince con la sua apparente debolezza e con il suo amore.
-Giudizio finale: siamo fatti per la vita eterna. Facciamo spesso l’esame di coscienza per migliorarci in previsione del nostro incontro faccia a faccia con Dio.
Dopo la cena abbiamo fatto la sintesi del primo incontro formativo, avente come tema: “Servire Dio nella Chiesa”. Bernardo ha concluso invitando ciascuno di noi ad esprimere le nostre sensazioni in riferimento alla parola “Chiesa”. Chi ha detto spirito, chi tenda, chi casa o tempio del Signore.
Domenica 26 dopo la colazione, ci siamo recati a Catania nella parrocchia del Crocifisso della Buona Morte dove Fabio ed Elena prestano il loro servizio, per la Santa Messa. Siamo stati accolti calorosamente dal parroco e molto ricca e incisiva è stata la sua omelia. Egli ha sottolineato che la regalità di Cristo si manifesta nella figura del Buon Pastore, del servo umile e fedele fino alla morte. Il criterio per incontrare Gesù, Re Giudice, consiste nel vivere la carità verso i fratelli più piccoli, i poveri, gli ultimi ed è in loro che Dio si manifesta e attraverso loro ci benedice. Mi ha colpito molto la premura e la cura che questo pastore manifesta nei confronti dei suoi parrocchiani. Con i suoi profondi occhi azzurri, lucidissimo malgrado la sua veneranda età, li attende dopo la messa per salutarli e ascoltarli, dispensando parole di conforto e di affetto. Rientrati a casa abbiamo condiviso il pranzo e alle 16,00 i fratelli di Catania, hanno trattato il tema della “prostituzione”, triste realtà presente nel quartiere San Berillo di Catania. Fabio, Elena, e Angelo ci hanno resi partecipi delle vicende di questi sfortunati fratelli e sorelle attraverso la proiezione di un video, in cui alcuni di loro si raccontavano intervistati da Fabio ed Elena.
Storie tristi di infanzia negata, di sogni infranti, di un riscatto mai avvenuto ma in ogni storia traspariva forte la presenza di Dio nei loro cuori, il bisogno di pregare anche nei momenti più critici. Alcune delle frasi che sono emerse dalle interviste: “Sono qui per le circostanze della vita; dipende dal contesto in cui sei nato, e dalle opportunità della vita”. I contenuti forti del video hanno lasciato sgomento nei nostri cuori e il desiderio di fare qualcosa per cambiare la loro condizione. Molti di noi si sono espressi formulando diverse considerazioni. Ha concluso Frate Bernardo con l’esortazione a “esserci”, offrire loro uno sguardo amorevole, una spalla su cui piangere, il rispetto che conferisce loro la dignità di figli di Dio. Per quanto lo desideriamo, non possiamo risolvere i problemi del mondo ma siamo “Chiesa”, famiglia accogliente per i sofferenti. Con i nostri affettuosi abbracci e un arrivederci al prossimo incontro di fine dicembre, si è concluso il ritiro, certi che assieme si possono scalare anche le vette più alte e impervie.
Pace e bene
sorella Monica

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Capitolo Generale

Carissimi,

ci prepariamo al Decimo Capitolo Generale.

Un pó di ansia e un pó di emozione.

Innanzitutto perché ci rivedremo praticamente quasi tutti (sabato e domenica saremo oltre 50). Ritrovarsi per rispondere alla nostra chiamata a vivere la Fraternitá é una sfida continua ma anche una grande gioia. In questo Capitolo che ha per tema la Fedeltá al progetto iniziale ma nelle forme dettate dalla situazione presente, avremo vari eventi, accoglieremo nuovi fratelli che vogliono sperimentarsi con la Regola che ci diede il Signore e celebreremo anche le nozze d’argento di Mario e Giusi, venticinque anni insieme tra loro e…venti anni da che conobbero la Fraternitá durante la Missione Popolare di Piazza Armerina. 

La faccio breve…avremo tempo…vi mando il Programma del Capitolo – Ritiro

 

 

                                              Programma Capitolo_______________________

Lunedì 21 agosto

Ore 17.00 Arrivo alla Riserva naturale di Pantalica.  Sistemazione
Ore 19.00 Fraternitá
Ore 20.00 Cena
Ore 21.00 Fraternitá

Martedi 22 agosto

Ore 09.00 colazione
Ore 10.00. S Messa sul ciglio del fiume Anapo (Bernardo)
Ore 11.00.  Meditazione – Apertura dei lavori del Capitolo
                  Presentazione dei lavori (Carlo)
Ore 13.00. Pranzo e riposo
Ore 15.00. Ora nona
Ore 15.30. Riunione dei membri “fondatori”. Prima sessione capitolare
                 (Carlo, Bernardo, Benedetto, Chiara, Felice, Letizia)
Ore 17.30  seconda sessione Capitolare (fondatori)
Ore 18.30 Vespri  (presiede Benedetto. Meditazione Carlo)
Ore 20.00 Cena e Fraternitá
Tutte le attività sono aperte a tutti eccetto quelle sessioni specifiche dei fondatori

Mercoledì 23 agosto

 

Ore 09.00 Colazione
Ore 09.30 Lodi sul ciglio del fiume (presiede Bernardo. Meditazione Fabio)
Ore 10.30-12.30. Deserto e preghiera personale
                             Durante il Deserto cominciano i colloqui personali di tutti i membri
                             della Fraternità (consacrati, novizi, postulanti, aspiranti) con il
                             Custode
Ore 13.00 Pranzo e riposo
Ore 15.30 ora media.
Ore 16.00 colloqui personali con il Custode – Fraternitá….passeggiata accompagnati
                 da Bernardo
Ore 18.30 s. Messa con vespri (Carlo)
Ore 20.00 Cena e Fraternità

Giovedì 24 agosto

Ore 09.00 Colazione
Ore 09.30 Lodi sul ciglio del fiume (presiede Felice – Meditazione Letizia)
Ore 10.30-11.30. Deserto e preghiera personale
Ore 11.30. Terza sessione capitolare – Tutti i consacrati
                  attività con i piccoli: Salvo e Consorte
Ore 13.00 Pranzo e riposo
Ore 15.30 ora media
Ore 16.00 colloqui personali con il Custode – Fraternitá
Ore 18.30 s. Messa con vespri (presiede Bernardo – meditazione Benedetto)
Ore 20.00 Cena e Fraternità

Venerdì 25 agosto

Ore 09.00 Colazione
Ore 09.30 Lodi sul ciglio del fiume (presiede Chiara  – Meditazione Angelo)
Ore 10.30-11.30. Deserto e preghiera personale
Ore 11.30. Terza sessione capitolare – Tutti i consacrati
                  attività con i piccoli: Elena ed Elvira
Ore 13.00 Pranzo e riposo
Ore 15.30 ora media
Ore 16.00 Quarta sessione capitolare – Tutti
                  Attività con i piccoli: Chiara e Giovanna
Ore 17.30. Fraternitá
Ore 18.30 s. Messa con vespri ( Carlo)
Ore 20.00 Cena e Fraternità

Sabato 26 agosto

 

Ore 09.00 Colazione
Ore 09.30 Lodi sul ciglio del fiume (presiede Piera  – Meditazione Massimo)
Ore 10.30-11.30. Deserto e preghiera personale
Ore 11.30. Ultima sessione capitolare – Tutti i presenti
                  attività con i piccoli: Filippo e Fabio
Ore 13.00 Pranzo e riposo
Ore 15.30 ora media
Ore 16.00 Chiusura del Capitolo. Nomine e incarichi – Tutti i presenti
                  Attività con i piccoli (Stefania)
Ore 17.30. Fraternitá
Ore 18.30 s. Messa con vespri ( Bernardo)
Ore 20.00 Cena e Fraternità

Domenica 27 agosto

Ore 09.00 Colazione
Ore 09.30 Lodi sul ciglio del fiume (presiede Giusy Samuele  – Meditazione Mario)
Ore 11.00.  s. Messa per le Nozze d’Argento di Giusy e Mario  (Carlo)
Ore 12.00 Fraternitá – Angelus
Ore 13.00 Pranzo e riposo
Ore 15.30 ora media – Formazione del Consiglio – Consegna degli incarichi.

                                         Redazione del Verbale di Assemblea.  
                                         Accoglienza dei postulanti – Consacrazioni
Attività con i piccoli: Chiara – Ettore
Ore 17.30. Fraternitá. Tutti al fiume.
Ore 20.00 Cena e Fraternità – Chiusura del Capitolo
                    Incontro Consiglio

 

 

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Santa Chiara. Messa e Vespri

La Fraternità ha celebrato l’Eucaristia l’11 agosto per la solennità della madre santa Chiara. Ha presieduto don Maurizio con il diacono Fabio Valore. Bella serata con finale…commestibile 😂😊😊😊

Alla stessa ora a Piazza Armerima i fratelli di li celebravano i Vespri di Santa Chiara. Anche a Piazza il finale….a tavola

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BUON COMPLEANNO FRATEL BERNARDO

L’11 agosto, giorno di santa Chiara, il nostro amato fratel Bernardo compie 40 anni. Tanti auguri e….grazie per cio che fai per noi ogni giorno 🎂🎂🎂🌷🌷🌷🌺🌺🌺🌼🌼🌼😘

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don Rosario Gisana…il Vescovo degli utlimi

Il vescovo di Piazza Armerina si racconta
9 ago 2017

«Grazie. Faccio da solo». È dai piccoli particolari che si giudica un personaggio. Rosario Gisana, vescovo della diocesi di Piazza Armerina, liquida con determinata gentilezza la solerzia untuosa delle ritualità. Niente fronzoli per il giovane presule, 57 anni, originario di Modica. Nel febbraio del 2014 Papa Francesco gli ha conferito l’incarico di presiedere una delle diocesi più prestigiose della Sicilia. Cattedra vescovile ricoperta nei primi anni del Novecento da Mario Sturzo, filosofo antifascista, fratello del più noto Luigi Sturzo, fondatore del partito popolare. Simboliche e indicative le prime risoluzioni del nuovo vescovo. «Il mio autista personale è stato ricollocato in un altro incarico. Liquidata l’auto di rappresentanza e sostituita con un’utilitaria che guido personalmente». Studi presso l’Almo collegio Capranica di Roma, laurea in Scienze bibliche e Patrististiche all’università Gregoriana. Delegato per la cooperazione missionaria tra le Chiese in seno alla Conferenza episcopale siciliana. Monsignor Gisana è un attento osservatore dei nuovi linguaggi: «Senza il computer non saprei come fare – sottolinea il vescovo – Scrivo e appunto tutto sul mio laptop. Appuntamenti, impegni, lettere pastorali, indicazioni, pensieri». Un’attenzione per le nuove tecnologie che si è tradotta in un sito internet dinamico della diocesi di Piazza Armerina. On-line la possibilità di inviare quesiti al vescovo, i suoi discorsi ufficiali si possono scaricare in pdf. Una diocesi complessa che si estende dall’Ennese fino a Gela accomunata da un bisogno primario: il lavoro. Il territorio più bisognoso d’Italia. «Enna e Gela sono ambiti diametralmente opposti – sottolinea il vescovo – In questi due anni ho avuto modo di percorrere migliaia di chilometri e ammirare la bellezza dei luoghi. È inspiegabile questo stato di cose. Un territorio che può contare su risorse impareggiabili. Dall’archeologia all’agricoltura, dai boschi al mare. Non ci sono attenuanti. Non è tollerabile che in questo territorio si registrino le percentuali più alte di disoccupazione e povertà. Credo di poter dire che questo stato di cose sia il frutto di uno sfrenato e infruttuoso individualismo. Provengo dal Ragusano, una Sicilia dove alberga il senso compiuto della comunità, della cooperazione. Spero di poter fornire alla mia diocesi un contributo che muova in questa direzione. Abbiamo già dato vita a una cooperativa di giovani, Bythirah. Ragazzi ai quali è stato concesso in comodato di trasferimento il seminario vescovile di Montagna di Gebbia. Portano avanti un progetto agroalimentare e di turismo rurale. Instillare dunque una metodica di cooperazione, una prototipia. Fare rete. Pensare in termini plurali. L’intento è quello di porre un freno al continuo impoverimento di forze giovani». Una circoscrizione vescovile che annovera anche luoghi simbolici nella geografia mafiosa dell’Isola. «La mafia è uno stato mentale. Non è solo un fenomeno malavitoso – sintetizza deciso il presule – È corretto e indispensabile dire con chiarezza quale è il vero problema. Senza scadere nell’abusata estetica del dolore, nelle frasi di circostanza. Il problema vero è quello di scardinare l’assunto che ha permeato ogni aspetto del quotidiano e del sociale. Mafiosi non sono solo i delinquenti conclamati. Mafiosi sono anche gli abusi del potere, le sopraffazioni continue, le soverchierie, le elusioni. La mafia si può scardinare solo educando i giovani al rispetto delle regole e fornendo loro la dignità del lavoro». Affermazioni che sembrano inusitate per un pastore. «Il Vangelo se non è sociale non ha significato – ribadisce monsignor Gisana – Un prete deve stare tra la gente. A Gela sono andato tra gli operai in cassa integrazione. Non in termini sindacali. Ho frequentato le loro famiglie. Ho toccato con mano le loro difficoltà. Questa è la mia confessione di fede. Il mio modello ecclesiologico è una Chiesa dei margini, degli ultimi». Considerazioni e azioni che invalidano assunti consolidati. «Il vescovo non è un principe altolocato – puntualizza ancora il vescovo – La misura del mio agire è quello della gente semplice. Come la famiglia dalla quale provengo. I miei sacerdoti osservano incuriositi. Ma il loro vescovo è fatto così». Una semplicità dell’agire che il Gisana ha voluto sintetizzare financo nello stemma vescovile. Nella seconda campitura, una figura mai utilizzata in uno stemma prelatizio: un muretto a secco. Blocchi di pietra, regolari, disposti con fatica e determinazione. Un rimando alle sue origini ragusane e al suo assunto pastorale. Disciplina e preghiera, scandiscono le giornate del vescovo armerino. «Sveglia all’alba. Palestra e preghiera – spiega il capo della diocesi armerina – Non ho voluto dimenticare la mia antica passione: lo sport. Da giovane ho praticato il mezzofondo. La mia mattina è scandita da tapis roullant, speed bike e preghiera. Una metodica che mi aiuta ad affrontare i numerosi appuntamenti che mi accompagnano per tutta la giornata. La sera, la dedico allo studio ecclesiologico in compagnia di pensatori come Rahnere Vitali».
«Siamo tutti responsabili». È stata questa la sferzante dichiarazione di responsabilità pronunciata dal vescovo Gisana celebrando i funerali di un recente tragico accadimento. «L’uccisione delle due bambine di Gela è un episodio non solo drammatico ma emblematico – sottolinea il vescovo – Il protagonista tragico di questa vicenda è il dramma della solitudine, della depressione. Un fenomeno che anche noi preti dobbiamo imparare ad affrontare. Spesso, il sacerdote è il primo al quale si chiede un aiuto di ascolto. Il campo dello spirito e della psiche sono differenti ma similari. La comunità dei religiosi dovrà imparare ad ascoltare e indirizzare i fedeli verso specialisti ed esperti. Ecco perché siamo tutti responsabili. Dobbiamo imparare tutti ad ascoltare gli altri».
Concetto Prestifilippo

http://www.ennamagazine.it/CostumeeSocieta/TabId/103/ArtMID/592/ArticleID/2815/Rosario-Gisana-Il-vescovo-degli-ultimi.aspx#.WYsbaYTOPqC

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Festa di Santa Maria degli Angeli

 

il 2 agosto é stata la solennitá della Titolare della nostra Fraternità, SANTA MARÍA DEGLI ANGELI. Pubblico la breve ma profonda riflessione che ci ha regalato Angelo Grasso. La pace a tutti

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Ricordo che in quel giorno, e fino alla domenica successiva, tutte le confessioni ben fatte saranno accompagnate dalla Indulgenzia Plenaria per un privilegio speciale che ebbe il nostro Padre san Francesco dal Papa regnante. Le condizioni: confessioni, Eucaristia, preghiera per il Papa e la Chiesa.

 

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