Cronaca da Piazza Armerina

Si è svolto a Piazza Armerina il consueto appuntamento mensile della nostra fraternità. Questo mese non c’era un tema specifico da trattare, l’idea era di vivere la Fraternità nella sua pienezza lasciandoci condurre dallo spirito e dalla gioia di stare insieme. Sappiamo che Dio mette la sua firma in ogni cosa ma sperimentarlo, così come è accaduto in questi giorni, ci ha lasciato avvolti nello stupore regalandoci delle bellissime emozioni. Abbiamo vissuto gli esercizi spirituali che si sono svolti nella parrocchia del Sacro Cuore e ognuno di noi ha sperimentato una sorta di continuità con i temi trattati negli incontri precedenti. Evangelizzazione, Preghiera e Fraternitá sono stati i temi di questi esercizi spiritiali, temi su cui da mesi ci stiamo formando. Evangelizzazione come Piazza, preghiera come Eremo: due elementi che caratterizzano la nostra regola e che fanno da collante alla nostra fraternità.
Abbiamo riflettuto sul nostro personale incontro con Cristo, le nostre “quattro del pomeriggio”, incontro che per ognuno di noi diventa il SACRARIO della nostra vita. Ci siamo raccontati questo incontro passeggiando e pregando il Santo Rosario e ognuno ha potuto vivere l’innamoramento dell’altro toccando con mano l’amore di Dio che seduce i cuori di coloro che a Lui si donano. Momenti di preghiera si sono alternati a momenti di fraternità. Piazza Armerina attraverso i fratelli è diventata culla di accoglienza e condivisione, la Fraternita è diventata sacramento della buona notizia, segno visibile di questo amore infinito che Gesù ha generato nei nostri cuori. Grazie al Signore per questi giorni, rientriamo nel nostro quotidiano anelando Il prossimo incontro di aprile. Un grazie speciale a fra Bernardo per aver guidato questi giorni e grazie a tutti i fratelli di Piazza Armerina per l’accoglienza amorevole e premurosa.

 

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Il papà di Rossella è tornato nella casa del Padre

“Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto”.
Questo crediamo Signore,  anche quando il dolore e il distacco sembrano inaccettabili. Buon viaggio di ritorno Nino e grazie per l’esempio di correttezza e onestà che ci hai lasciato….
Rossella il tuo dolore è dolore di tutti i fratelli,  attorno a te ci stringiamo in una corona d’amore…. 🙏🙏🙏

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XXII del T.O -Non secondo gli uomini –

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».  (Mt 16, 21-27)

Sembra complicato alle volte pensare secondo Dio …. credere che l’esperienza della vita vera possa passare attraverso la morte … perché questo Signore ? Perché non poter fare un cammino più leggero e al riparo, così come Geremia e Pietro vorrebbero ? Oggi ci dai a comprendere che dobbiamo perdere qualcosa se vogliamo davvero farci dono di noi stessi … vivere senza mettersi in gioco è un pensare secondo gli uomini, una devastante tentazione … solo donando noi stessi possiamo esprimere l’Amore vero …. e solo rinnegando noi stessi possiamo vivere una vera esperienza di libertà . Non c’è progetto che abbia senso se non quello di chi si consegna per amore di un altro. Aiutaci a comprendere pienamente questo Signore, a rimanere nel binario di questo percorso …. comprendere che riconoscere te vuol dire starti dietro e imparare a vivere ogni esperienza di limite come un’occasione in cui esprimere un amore più grande.

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25º Anniversario professione religiosa Fra Carlo

Si  è svolto ad Assisi, in occasione del 25º Anniversario della professione religiosa di Fra Carlo, un ritiro della nostra fraternitá.  Fratelli provenienti da ogni parte d’Italia si sono incontrati dal 22 al 25 del mese di aprile. Diversi sono stati gli spunti di riflessione che Fra Carlo ci ha indicato , focalizzando l’attezione sul fatto che noi siamo “COMUNITA’ PER CHIAMATA”.  Come vogliamo rispondere a questa chiamata? Riusciamo a credere nell'”ALTRO”?…. Momenti di preghiera si sono alternati alla visita dei luoghi di San Francesco e alla gioia di fare fraternitá. Grati al Signore per il dono di questi giorni , rinnoviamo gli auguri a fra Carlo augurandogli di continuare a rispondere sempre con semplicitá e fedeltá alla chiamata che ha ricevuto da Dio.

 

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“… e non pretendere che gli altri siano cristiani migliori”……. Diceva ai frati: “La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancora più abbondante nel vostro cuore. Non provocate nessuno all’ira o allo scandalo, ma tutti siano attirati alla pace, alla bontà e alla concordia dalla vostra mitezza. Questa è la nostra vocazione: curare le ferite, fasciare le fratture e richiamare gli smarriti. Molti infatti, che ci sembrano membra del diavolo, un giorno saranno discepoli di Cristo” (FF 1469)

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